Sony: “Ora l'arroganza appartiene a Apple”
Secondo Michael Ephraim, Managing Director di SCE Australia, la palma di compagnia più arrogante dell'industria dei videogiochi è passata dalle mani di Sony a quelle di Apple. Secondo il manager in questione, coltivare rapporti con gli altri operatori dell'industria evitando di essere tacciati di arroganza è fondamentale e le difficoltà dei primi mesi di PlayStation 3, così come le performance inferiori alle attese di PlayStation Portable, hanno spinto il produttore nipponico a modificare la propria immagine.
“Non siamo più arroganti”, ha dichiarato Ephraim al Brisbane Times, “però possiamo fare il nome di una compagnia che si chiama come un frutto e che campeggia nelle news grazie alla propria arroganza”. Il riferimento, per niente velato, ad Apple, giunge a breve distanza dalla querelle tra Adobe e i creatori di iPad, secondo i quali la diffusa tecnologia Flash sarebbe superata.
Anche servizi quali iPhone Game Centre, o il negozio di libri in formato digitale iBook, sarebbero esempi di business condotto in modo arrogante. Un modello di business che rischia di isolare una compagnia che non cura anche gli interessi di altri operatori. È però in particolare un certo tipo di marketing a causare le frecciate di Ephraim, quel marketing arrogante e compiaciuto che in passato ha caratterizzato il lancio di alcuni prodotti PlayStation e che ora sembra essere esclusivo appannaggio di Apple, ha suggerito il manager.