Non si è fatta attendere la risposta di
Nintendo alle accuse di
Greenpeace. Nella
guida stilata dall’ONG il produttore di console è emerso in maniera negativa tra le 18 compagnie analizzate, totalizzando un punteggio di 1.4 in una scala da uno a dieci che valuta l’attenzione dei produttori nei confronti delle politiche ambientali.
“Vogliamo rassicurare i consumatori; prendiamo con serietà le nostre responsabilità e rispettiamo rigorosamente tutte le norme in materia di ambiente, evitando l’utilizzo di sostanze pericolose nei processi produttivi e riciclando correttamente i materiali”, recita un comunicato affidato da Nintendo a Eurogamer.
“Valutiamo l’impatto di un prodotto sull’ambiente dalla progettazione fino al suo smaltimento”, prosegue il comunicato. “Progettiamo i dispositivi in modo da minimizzare i consumi e specifichiamo quali siano i materiali utilizzati in ogni prodotto per ottimizzarne lo smaltimento.”
“Collaboriamo con i nostri 340 partner per rispettare i rigidi standard che abbiamo stabilito nell’ambito del rispetto dell’ambiente e lavoriamo attivamente per l’eliminazione di sostanze nocive dai nostri prodotti”.
Nintendo ha inoltre sottolineato come nell’attuale generazione di console la Wii risulti la piattaforma più efficiente dal punto di vista dei consumi energetici, in linea con le politiche che hanno portato a un design del DS rivolto alla riduzione dei consumi.
Nella “black list” di Greenpeace la compagnia nipponica ha fatto registrare un punteggio pari a zero nelle aree per le quali non ha fornito pubblicamente dei dati.