Nintendo si è “aggiudicata” ancora una volta la palma di compagnia meno ecologica assegnata da
Greenpeace.
La
guida più recente stilata dalla ONG vede il produttore di console nipponico nel gradino più basso di una classifica basata su una scala da 1 a 10; il punteggio di 1.4 è dovuto alle politiche relative all’
e-waste, ai consumi di energia e all’utilizzo di materiali chimici.
Nintendo ha realizzato un punteggio pari a 0 per quanto riguarda l’e-waste; l’
emissione di gas responsabili dell’effetto serra è inoltre aumentata, nonostante le promesse della compagnia di ridurne la portata. Nintendo guadagna qualche punto nelle politiche relative ai
materiali chimici: assenti PVC e ftalati nei circuiti interni, la compagnia ha dichiarato di voler eliminare del tutto il PVC dai processi produttivi. Migliorati anche gli standard per quanto concerne le emissioni di CO2 e buoni i punteggi fatti registrare dai bassi consumi dell’adattatore DSi.
Nell’ambito dei produttori di console, Microsoft si posiziona nelle ultime posizioni con un punteggio di 2.4 mentre Sony è risultata delle tre la compagnia più attenta alla questione ecologica, con un punteggio di 5.1 che la posiziona al settimo posto nella lista delle 18 compagnie analizzate da Greenpeace. Tra le politiche più apprezzate di Sony risultano l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili per l’8% del fabbisogno energetico totale, l’impiego di plastica riciclata nei processi produttivi e la riduzione del 17% delle emissioni di gas tossici tra il 2000 e il 2008.
Nokia, Sony Ericsson e Toshiba si posizionano in cima alla lista delle compagnie più attente alle politiche verdi mentre Apple è stata menzionata per l’impegno nell’eliminazione di agenti chimici tossici. “È tempo di parlare meno e di eliminare più sostanze dannose”, ha dichiarato Casey Harrell di Greenpeace. “Apple, Sony Ericsson e Nokia stanno operando bene ma la carenza di politiche concrete da parte di altre compagnie fa sì che i consumatori e l’ambiente stiano ancora perdendo la partita”.