David Edery è attualmente manager di Fuzbi, società che offre consulenze di mercato sul settore dei videogiochi. In passato Edery ha lavorato con Microsoft in qualità di manager nella divisione XBLA ed è dall’alto di queste sue esperienze che Edery lancia un monito.
La corsa al social gaming che sembra essersi recentemente scatenata (recenti indagini di mercato confermano l’aumento vertiginoso degli investimenti nel settore dei social game negli ultimi mesi), potrebbe portare publisher affermati nella distribuzione tradizionale a un notevole spreco di risorse, mette in guardia il manager.
“Facebook è una piattaforma praticabile per i publisher tradizionali. Solo, inizialmente non saranno preparati per offrire i giochi che possono aver successo sul social network”, afferma Edery. “Sprecheranno un sacco di soldi in questo approccio, potete starne certi, ma alcuni titoli avranno successo”.
Il nodo cruciale è legato al game design e al differente approccio al marketing, prosegue Edery. “I game designer tradizionali mirano al divertimento nei loro giochi, quelli che sviluppano prodotti per Facebook cercano di produrre applicazioni free-to-play capaci di generare guadagni. L’approccio al giocatore è considerato dal punto di vista del marketing da questi designer”.
“I publisher tradizionali non hanno esperienza sul marketing legato a questi giochi attraverso determinati canali di distribuzione con un bacino d’utenza così ampio. Sono abituati a discutere con Microsoft, Nintendo e Sony, a far emergere i loro prodotti presso le catene retail versando ingenti somme di denaro in pubblicità per la TV e le riviste”.
Alcuni publisher si stanno preparando a far debuttare alcune IP già affermate nel mercato tradizionale su Facebook. Secondo Edery non c’è niente di sbagliato in questo, a patto che si differenzino le versioni di base e quelle per Facebook cercando di evitare che una delle due versioni neutralizzi l’appeal dell’altra.
Al momento, conclude il manager di Fuzbi, il mercato delle applicazioni Facebook si sta concentrando su pochi generi, ma il social network può offrire numerose opportunità su altri generi di nicchia al momento non sufficientemente sfruttati.
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