Utente
| il punto è che si continua ad introdurre (in questo caso con uso improprio di numerosi termini, cosa che crea solo confusione) ma non capisco a cosa serva. Ci sono già diverse realtà italiane che operano in questo campo e chi non vi opera, non ha nè il know-how, nè comprende non solo le potenzialità, ma anche il fatto che schiaccierà tutte le realtà passate.
poi è vero buona parte dell'industria italiana ha ancora una mentalità legata al passato, non direi il 99% visto che Kalicanthus, Virtual Sports, Vae Victis, Gametribe e tanti altri ci sono (o c'erano, visto che la digital bros ha chiuso gametribe). Non cito la blacksheep visto che di quel cosino che dovevano fare, ancora non si è visto niente e sono già un mese in ritardo.
Quello che voglio dire che iniziare a ragionare sui nuovi metodi di distribuzione e sulle nuove forme di videoludo, nel 2010, è anacronistico. Bisognava farlo nel 2000, ormai siamo in ritardo. Forse siamo ancora in tempo sul social gaming ma anche qui non vedo grosse realtà italiane muoversi. Anche qui però bisognava muoversi 2-3 anni fa.
Mi sembra quindi deleterio presentare questo fenomeno come un fenomeno nuovo o si rischia di far credere alla gente che un prodotto, come ad esempio quello presentato da Carbone all'ivdc, possa funzionare, ispirandosi tra l'altro, a detta sua, a Gunbound e Dofus, entrambi usciti più di 6 anni fa. Lui magari ci credeva davvero in quel business plan ma anche un normale utente di queste nuove forme di gaming avrebbe riso a crepapelle quando ha detto, con immagini di un gioco ridicolo alle spalle: abbonamento+item shop+ forse scatola.
Comunque darò un'occhiata al blog.
Edit: Ho guardato il blog ma è tutto su mobile, ambito effettivamente in crescita, effettivamente interessante, ma che effettivamente non conosco. Il link al blog sui socialgames è morto quindi suppongo non esista più. Adesso guardo quello sul DigAdv che mi interessa già di più.
Simone |